Colpo di scena nell’inchiesta su Mohammad Hannoun: la Cassazione annulla gli arresti e rimanda tutto al Riesame

La Suprema Corte cancella con rinvio le ordinanze confermate a Genova per Mohammad Hannoun e per altri tre indagati ancora detenuti. Ora toccherà a una diversa sezione del tribunale del Riesame rivalutare il caso

Si riapre un passaggio decisivo dell’inchiesta della procura di Genova sul presunto finanziamento ad Hamas. La quinta sezione della Corte di Cassazione ha infatti annullato con rinvio la decisione con cui il tribunale del Riesame aveva confermato l’arresto di Mohammad Hannoun, 64 anni, fermato alla fine di dicembre, e ha disposto un nuovo esame davanti a una diversa sezione dello stesso collegio genovese. La stessa scelta riguarda anche gli altri tre indagati che si trovano ancora in carcere. Per ora, però, Mohammad Hannoun resta detenuto a Terni, in attesa che il Riesame torni a esprimersi. Le motivazioni della sentenza arriveranno entro trenta giorni.

Il provvedimento della Cassazione segna un punto importante anche su un altro fronte, quello degli atti che i pubblici ministeri volevano utilizzare come elementi a sostegno dell’accusa. In attesa di leggere le motivazioni, la difesa ritiene già significativo il rigetto del ricorso presentato dalla procura, perché confermerebbe l’esclusione dei documenti trasmessi dalle autorità israeliane dal quadro indiziario. Una linea che era già stata seguita sia dal Riesame di Genova sia dalla procura generale davanti alla stessa Cassazione, in contrasto con la posizione sostenuta dagli inquirenti genovesi.
I difensori degli indagati hanno accolto la decisione con evidente soddisfazione. In una nota, gli avvocati Nicola Canestrini, Sandro Clementi, Fausto Gianelli, Elisa Marino, Gilberto Pagani, Pier Francesco Poli, Marina Prosperi, Nabil Ryah, Federico Riboldi, Dario Rossi, Flavio Rossi Albertini, Giuseppe Sambataro, Fabio Sommovigo, Emanuele Tambuscio, Gianluca Vitale e Samuele Zucchini sottolineano che la Suprema Corte ha annullato con rinvio la pronuncia che aveva confermato le misure cautelari per Mohammad Hannoun, Ra’ed Dawoud, Yaser Elasaly e Ryad Albunstanji. Allo stesso tempo, è stato dichiarato inammissibile il ricorso della procura contro Raed El Salahat e Khalil Abu Deiah, che erano già stati rimessi in libertà dopo la precedente decisione del Riesame.
Secondo il collegio difensivo, ora il tribunale dovrà tornare a esaminare le singole posizioni partendo da un quadro diverso rispetto a quello fin qui sostenuto dall’accusa. I legali insistono sul fatto che, allo stato, sarebbe stato documentato soltanto l’invio verso Gaza di aiuti alimentari e somme di denaro destinate ad attività umanitarie a favore della popolazione civile. Per questo la nuova valutazione del Riesame potrebbe incidere in modo sostanziale sull’intera impostazione cautelare. Il prossimo passaggio, però, sarà decisivo soprattutto quando saranno depositate le motivazioni della Cassazione, perché sarà da quelle pagine che si capirà fino a che punto la Suprema Corte abbia ridimensionato l’impianto accusatorio costruito finora dalla procura di Genova.
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